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Hanno vinto loro quando incendiamo la Scienza

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C’era una volta un posto bellissimo che tramutava in piccoli scienziati ogni bambino che si avvicinasse.

Chiunque abbia frequentato le scuole della Campania si sarà trovato almeno una volta su un pullman diretto a Bagnoli,destinazione Città della Scienza.

La genesi della Città parte dal lontano 1987 con attività temporanee da un’idea di Vittorio Silvestrini.

A seguito del grande successo fu istituita la Fondazione Idis,di cui Silvestrini fu nominato presidente,che nel 1996 realizzò la Città della Scienza scegliendo Bagnoli come sede.

Negli anni si sono successe numerose modifiche fino ad arrivare alla definitiva realizzazione che si poteva vedere fino a ieri sera,composta da un museo interattivo,un incubatore di imprese e un centro di formazione.

Nel 2005 fu nominata miglior museo scientifico europeo;nel 2006 dall’Unione Europea fu decretato il Premio Descartes per la comunicazione scientifica;nel 2007 quello di migliore incubatore di nuova impresa;infine nel 2010 l’Eurispes l’ha riconosciuta come una delle cento eccellenze italiane.

Adesso è cenere!

Era il volto migliore di Bagnoli,di Napoli e un bel volto anche dell’Italia.

Un grande raccoglitore di turismo scientifico,di bambini che potevano vedere realizzate le loro fantasie,nei limiti della fisica.

Molte le esposizioni:Futuro Remoto,l’Officina dei Piccoli,il Planetario.

Ora tanta cenere.

Alle fiamme è sopravvissuto solo il Teatro delle Nuvole, troppo poco per dire grazie.

E adesso? Cosa si farà?

Semplice, quello che si è sempre fatto in Italia:ci si chiederà com’è successo, e molto probabilmente si scoprirà che è stato un incendio doloso.

Poi interverranno associazioni “no profit” per la raccolta di fondi per ricostruire.

Passeranno anni e la rabbia lascerà posto ai ricordi,il vuoto all’interno dei muri perimetrali,ancora in piedi,riempirà gli occhi dei cittadini di Napoli e i bambini della prossima generazione non conosceranno nulla di tutto questo.

Passeranno anni, di solito almeno un decennio, forse anche due.

Successe a Bari con il teatro Petruzzelli, oppure con la Fenice di Venezia.Luoghi di cultura bruciati e ricostruiti sulle proprie ceneri con annidi attesa,troppi anni, per qualcosa di così prezioso come la cultura.

Ma forse più che ricostruire questi luoghi di cultura,si dovrebbe ricostruire la cultura! Ricostruire la coscienza cittadina, la sensibilità di proteggere queste opere così importanti per la loro storia, per la Città e per l’immagine della Nazione.

Si, perché luoghi così non sono solo di una città, ma sono dell’intera Nazione, anzi dell’intero mondo che deve godere della possibilità di vederli come ho fatto io e come hanno fatto altri migliaia di ragazzi.

Se, come penso, l’incendio è stato doloso, e come al solito,nessuno pagherà per questo gesto,nulla cambierà, e allora davvero tutta quella cenere sarà solo cenere,resteranno i ricordi e i racconti…e avranno vinto ancora loro!

P.S. Noi la Città della Scienza vogliamo ricordarla com’era…

Ogni volta che un motivetto o un ritornello stupido ci entra in testa con violenza

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Ormai per ascoltare un pò di buona musica dobbiamo essere veri e propri investigatori informatici. Le radio, i programmi di musica, le pubblicità, sono diventate tutte vittime della catena raccomandato-reality-San Remo-artista; anello di giunzione tra questi step sono le mazzette o i poteri forti. I principali mezzi di informazione vengono monopolizzati da pseudo case discografiche, e noi, senza volerlo, sotto la doccia ci troviamo a cantare canzonette assurde, che non sappiamo nemmeno dove le abbiamo ascoltate.

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