Era il 1954 e Mario Mattoli dirigeva un film riprendendo l’omonima opera teatrale di Eduardo Scarpetta,un cult che sarebbe passato alla storia con il titolo “Miseria e nobiltà”.

Per chi non l’avesse mai visto, credo pochi, consiglio vivamente a vederlo al più presto, per gli altri, invece, ci tengo a focalizzare la vostra attenzione al momento in cui un passante si avvicina allo “scrivano” Antonio De Curtis, in arte Totò.

Il principe della risata, in dei momenti più aulici della comicità nostrana, pronuncia una frase passata alla storia e descrizione perfetta, a mio avviso, della politica odierna.

La frase in questione non può che essere “Viva l’ignoranza!”.

Ci hanno fatto di tutto: tagli ai ricercatori, aumento delle tasse universitarie, aumento del costo dei libri, riforme scolastiche poi a loro volta riformate.

Esami di qua, esami di là, pezzi di carta a destra e a manca, utili solo per sopperire la carta igienica quando purtroppo manca a casa.

E va bene: l’istruzione non è più un diritto di tutti, ma di pochi, a scuola ci deve andare solo chi può (non ho mai capito se inteso come capacità mentali o come risorse monetarie). Dopotutto solo pochi anni fa, i figli degli operai continuavano ad essere operai, i figli di dottori facevano i dottori. Torniamo indietro di trent’anni, ma non sembra che per molti faccia differenza.

Si va avanti, perché siamo italiani, perché vogliamo sostenere il Paese, quindi paghiamo tasse e via dicendo.

Capitolo chiuso!

Ma la mia domanda è: “La cultura è solo quella della scuola? O anche ascoltare una canzone, vedere un film, ricercare su internet è forma di cultura?”

Cultura discende dal latino “colere”: coltivare.

Allora qualsiasi cosa che permetta di “coltivare” il mio sapere è cultura.

Allora anche guardare un film.Ed ecco che non più di un anno fa scompariva Megavideo, un sito che aveva permesso a milioni di utenti di guardare film senza spendere un euro.

Forse questa cosa non andava giù alle case di produzione che non guadagnavano, ma quanta cultura trasmetteva quel sito?

E vogliamo parlare di youtube? Quanta cultura trasmette? (speriamo che non ce lo tocchino :P)

Ed eccoci all’argomento per cui ho deciso di scrivere questo sfogo:Wikipedia!

Aprendo qualsiasi pagina dell’enciclopedia virtuale più famosa al mondo si legge in alto questo avviso:

Gentili lettori,ancora una volta l’indipendenza di Wikipedia è sotto minaccia.In queste ore il Senato italiano sta discutendo un disegno di legge in materia di diffamazione (DDL n. 3491) che, se approvato, potrebbe imporre a ogni sito web (ivi compresa Wikipedia) la rettifica o la cancellazione dei propri contenuti dietro semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria immagine o anche della propria privacy, e prevede la condanna penale e sanzioni pecuniarie fino a 100.000 euro in caso di mancata rimozione. Simili iniziative non sono nuove, ma stavolta la loro approvazione sembra imminente.L’approvazione di questa norma, tuttavia, obbligherebbe ad alterare i contenuti indipendentemente dalla loro veridicità. Un simile obbligo snaturerebbe i principi fondamentali di Wikipedia, costituirebbe una limitazione inaccettabile alla sua autonomia e una pesante minaccia all’attività dei suoi 15 milioni di volontari sparsi in tutto il mondo, che sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.Wikipedia è la più grande opera collettiva della storia del genere umano: in 12 anni è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. L’edizione in lingua italiana ha quasi un milione di voci, che ricevono 16 milioni di visite ogni giorno, ma questa norma potrebbe oscurarle per sempre

Se si avverasse ciò, ahimè, hanno vinto loro…

Annunci