Non sto qui a fare la cronaca di una partita di calcio che tutti hanno visto com’è andata. Rispetto ai precedenti è stata una partita se non altro “corretta”.
La Juventus ha vinto, poteva perdere o pareggiare, non è stata “aiutata”, ha solo sfruttato le occasioni anche con un pizzico di fortuna, che nel calcio ci sta sempre bene.
Ci sta anche che un tifoso allo stadio abbia voglia di incitare la propria squadra, ci sta che ne vengano fuori cori più o meno offensivi.
Dopotutto l’importante è che a partita finita, tutti amici come prima ,dentro i bar a bere birra e a discutere: lo sconfitto “crocifisso” e il vincitore nel regno dei cieli.
Quello che non va bene è il contorno che si crea e che si creato.
Basta vedere il servizio di un tg (tg3 Piemonte) per capire quanto siamo caduti in basso come popolo e quanto i giovani d’oggi siano profondamente ignoranti.
I cori juventini rivolti ai tifosi napoletani con l’ormai famoso ritornello “vesuvio lavali” a sostenere la loro tesi che il napoletano puzza, li conoscono in ogni parte d’Italia.
Quello che, invece, non sanno né in Piemonte, né in altre parti d’Italia, è che Napoli è stata una delle prime città italiane se non la prima ad introdurre nella reggia reale la stanza da bagno, ad avere l’acqua corrente e il bidet.
Quando l’Italia è stata unificata e i piemontesi hanno chiesto “molto pacificamente” ai napoletani (Regno delle due Sicilie) di entrare a far parte del Regno: il potere di Napoli è stato spostato al Piemonte.
Qui non voglio parlare di soldi che erano nel Mezzogiorno e che poi sono finiti nelle casse del Piemonte, non voglio parlare di industrie meridionali portate su per sostituire le risaie nordiste,voglio  parlare di oggetti di “valore” presenti nei vari palazzi del re,ovviamente gentilmente offerti dai Borboni per un’asta di volontariato per le vittime dell’unificazione.
I piemontesi fecero un inventario degli oggetti presenti nei palazzi e molti di questi, soprattutto quelli utilizzati per l’igiene, erano per loro sconosciuti.
Basti pensare che un normale bidet venne annotato come: “Oggetto sconosciuto a forma di chitarra”.
Non voglio parlare di musica piemontesi, tranquilli. Lì sarebbe troppo umiliante per voi.
Mi basta l’igiene, che voi credete di avere e forse avete, ma non perché è insito nella natura di piemontese, ma semplicemente perché avete avuto la fortuna di avere vicini come noi napoletani, superiori, che vi hanno indicato la strada da seguire.
Se oggi siete quello che siete è soprattutto grazie a noi, eccetto una cosa che nonostante gli anni non siete riusciti a cambiare.
Ma questa è un’altra storia, se ne riparlerà in tribunale.

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